A cura di Fiamma dello Spirito https://whatsapp.com/channel/0029VbBAywy4NVieF0HanE0z

Giovedì 24 settembre 2026

Sant’Anatalo, vescovo

Fa’ risplendere nei nostri cuori, o Signore amante degli uomini, la pura luce della tua divina conoscenza, e apri gli occhi della nostra mente per comprendere l’insegnamento del tuo Vangelo.

Un’occasione per meditare il Vangelo ogni giorno, unisciti al canale di Fiamma dello Spirito per ascoltare la meditazione audio

https://whatsapp.com/channel/0029VbBAywy4NVieF0HanE0z

📖 Lectio

Per intendere questo passo occorre rifarsi ai fatti che lo precedono. Erode Antipa, figlio di Erode il Grande, governava la Galilea e la Perea. Aveva ripudiato la prima moglie, figlia del re nabateo Areta, per unirsi a Erodiade, consorte del fratellastro Filippo, che era però ancora in vita. Giovanni Battista aveva condannato pubblicamente quella unione come contraria alla legge mosaica, e per questo era stato imprigionato nella fortezza di Macheronte, presso il Mar Morto. Nel giorno del compleanno del tetrarca, Salomè, figlia di Erodiade, danzò per i convitati. Il re, sotto l’effetto del vino, le promise qualsiasi cosa gli avesse chiesto. Istruita dalla madre, la fanciulla chiese la testa del Battista. Erode, seppur dispiaciuto, per non tradire la promessa, dette l’ordine dell’esecuzione capitale. Il Precursore fu decapitato nel carcere, e la sua testa fu portata alla figlia, che la passò nelle mani della madre. Il sangue innocente era stato versato, e la coscienza del tetrarca ne portava ancora il peso.

Il racconto prosegue da qui. Erode sente parlare di Gesù e resta sorpreso e dubbioso. Alcuni affermano che Giovanni sia forse risorto dai morti, altri che fosse Elia, altri ancora che fosse tornato uno dei profeti. Il greco usa diaporeō, che significa trovarsi in difficoltà, per questo Erode non riusciva a capacitarsi. Egli si chiedeva quale fosse l’identità di quell’uomo del quale aveva sentito parlare.

Il testo si chiude con “cercava di vederlo”. Il verbo zēteō riflette una ricerca insistente e ostinata. In quel desiderio si mescolano il rimorso e il bisogno di sapere se fosse ritornato il Battista.

Il profeta Malachia aveva infatti annunciato «Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore» (Ml 3,23).

🏔️ Meditatio e scrutatio

Erode vuole vedere Gesù, e il suo desiderio mira a scoprire ciò che lo turba per evitare ulteriori conseguenze. Erode cercava una conferma che i timori che lo agitavano fossero infondati. Guardava Gesù come un fenomeno curioso, temeva di essere giudicato da lui.

Anche noi, che ascoltiamo il Vangelo, desideriamo un segno, una consolazione, una presenza che confermi le nostre certezze. Quando il segno tarda, quando la consolazione giunge e chiede di cambiare, però ci ritiriamo pensosi. Temiamo che l’incontro con Cristo possa sconvolgere la nostra esistenza, e per questo siamo lontani da Cristo.

Tra la prigione di Giovanni, rischiarata dalla presenza di Cristo, e la reggia di Erode, illuminata dalle luci della festa, vi sono le tenebre dei nostri cuori che temono l’incontro con Dio.

Riconosco in me stessa la medesima curiosità di Erode. Anch’io, in certi momenti, ho cercato Dio per interesse, per colmare un vuoto, per sciogliere un dubbio che mi attanagliava. Ho desiderato una risposta che mi offrisse una consolazione facile. Dio si concede a quanti si volgono a lui per amore. A quanti si accostano a lui per utilità, egli si sottrae.

🙏 Oratio

La gloriosa decapitazione del Precursore ci mostrò in anticipo la risurrezione del Salvatore. Nella prigione si proclamò il Signore, e lo si annunciò anche agli inferi, al Signore che dona al mondo la grande misericordia.

🪔 Contemplatio

Se si decapita la voce della verità e poi la si insegue per rimorso, la paura ci assale.

Anch’io nel mio piccolo ho ucciso molte volte la verità che mi abita, tuttavia ora cerco Cristo. Gli vado incontro ugualmente. Ignoro che cosa gli racconto nel mentre che lo incontro. Il mio desiderio, per quanto confuso, per quanto interessato, è l’ardore che mi tiene legata a Lui. E forse proprio questa ignoranza è la condizione affinché io lo veda.

Di lectiodivina

Fiamma dello Spirito è custodire il monastero nel cuore, nel silenzio e nella vigilanza di sé. È una cella portatile dove pregare come moderni esicasti. Ogni gesto e parola rivelano la presenza di Dio che ci guida, converte e trasfigura.