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Venerdì 18 settembre 2026

San Giuseppe da Copertino, sacerdote

Fa’ risplendere nei nostri cuori, o Signore amante degli uomini, la pura luce della tua divina conoscenza, e apri gli occhi della nostra mente per comprendere l’insegnamento del tuo Vangelo.

Un’occasione per meditare il Vangelo ogni giorno, unisciti al canale di Fiamma dello Spirito per ascoltare la meditazione audio

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📖 Lectio

Luca narra che Gesù percorreva città e villaggi solcando la Palestina, e al suo seguito vi erano, oltre ai Dodici, alcune donne. Il discepolato femminile è composto da donne convertite e sanate dalle loro infermità interiori e pacificate con il loro passato. Tra loro ci sono Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna, moglie di un amministratore di Erode, Susanna, e altre. Il Vangelo non nasconde il loro passato perché la guarigione ricevuta è mutata in servizio. Il verbo greco diakoneō indica proprio questo, la cura materiale, il sostentamento, il servizio concreto di donne che mettono a disposizione quello che hanno. Un altro verbo significativo in questo passo è euangelizō, che significa portare la buona notizia. Gesù annunciava l’arrivo del regno senza ridurlo a una dottrina astratta. Giovanni Battista esortava a prepararsi alla venuta del regno, mentre Gesù annuncia che il regno è presente.

La prima è Maria Maddalena, dalla quale furono scacciati sette demoni. Questo numero esprime l’universalità, perché la creazione si compie in sette giorni. Sette demoni alludono dunque a tutti i vizi, la totalità del male che abitava in lei, ciò significa che la sua era una schiavitù totalizzante, più che un peccato in particolare.

Eppure è lei la prima nominata, e Luca la ricorda nonostante il suo passato, forse proprio per il suo passato!

La seconda è Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode. Quest’ultimo rappresenta il potere mondano ostile a Cristo. Ciò significa che la grazia entra anche nelle case dei potenti.

Gli apostoli accompagnano Gesù perché hanno ricevuto una chiamata, mentre le donne risanate lo seguono per il beneficio ricevuto, le altre lo aiutano per un’oblazione completa di sé.

🏔️ Meditatio e scrutatio

Gesù è come un’aquila che incita i piccoli a volare e li porta sulle ali. Prima li nutre nel nido della fede, poi li conduce fuori, poi li manda. La guarigione apre al servizio, e le donne risanate si fanno spontaneamente serve di colui che è il servo del mondo intero.

Considerando il testo scopro che l’evangelista non rivela l’identità della peccatrice pentita mentre nomina la discepola che segue il Signore. Non è importante il suo nome, perché la grazia ha cancellato l’infamia del peccato.

Cristo, che è il sostegno della vita spirituale del suo popolo, non ha disdegnato di essere aiutato dai doni delle sue discepole per le necessità della vita. Il Signore nutriva gli altri con i suoi miracoli, mentre per sé viveva dall’amore del suo popolo.

Mi chiedo quante volte ho creduto che il mio passato mi impedisse di seguire Cristo, e quante volte ho pensato che le mie ferite e i miei errori fossero un ostacolo insormontabile. Eppure il Vangelo dice il contrario, perché le donne che seguono Gesù sono donne risanate, e ora sono in cammino in sua compagnia.

🙏 Oratio

Signore Gesù, tu cammini per le città e i villaggi, e hai compagni e compagne di viaggio. Con te camminano uomini e donne, risanati e risanate, servi e serve. Anch’io sono stata guarita e chiamata.

Insegnami a servire con quello che ho, con i miei beni, con il mio tempo, con le mie forze, senza rimpiangere quello che non possiedo, e fa’ che il mio servizio sia risposta d’amore senza bramare alcun ritorno personale.

🪔 Contemplatio

Quelle donne hanno donato i loro beni, e nulla è andato perduto. Hanno messo a disposizione quello che possedevano. 

La diaconia è donare ciò che si ha senza risparmiarsi mai.

Questa è la gioia che contemplo. Donare e servire, condivido la letizia di queste donne che hanno trovato il senso della vita nella fede.

Di lectiodivina

Fiamma dello Spirito è custodire il monastero nel cuore, nel silenzio e nella vigilanza di sé. È una cella portatile dove pregare come moderni esicasti. Ogni gesto e parola rivelano la presenza di Dio che ci guida, converte e trasfigura.