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Il “coraggio dell’essenziale” come via per seguire le priorità della Chiesa, che in un tempo segnato da guerre e divisioni è chiamata a riconoscere nella sua guida un faro di “forza e saggezza” per costruire una nuova “civiltà dell’amore”. Sono gli auguri, uniti all’auspicio di una pace costantemente invocata, giunti oggi, 14 settembre, a Papa Leone XIV in occasione del suo 71.mo compleanno.
La Cei: fare proprie parole su perdono e pace
Per la ricorrenza, la Conferenza Episcopale Italiana (Cei) ha inviato un messaggio a nome delle Chiese di tutto il Paese, rinnovando la gratitudine per gli incontri avuti in questi mesi. Occasioni nelle quali il Pontefice ha “indicato nel Vangelo la priorità della vita della Chiesa, sorgente della fede intesa come incontro con Cristo morto e risorto”. Una fede che, ricorda il testo, si rafforza nella promozione di comunità orientate all’annuncio, di parrocchie capaci di accoglienza e di missione e di organismi di partecipazione effettivamente operanti.cIndicazioni preziose che guidano il cammino della Chiesa in Italia, ispirando ciascuno a fare proprie anche le parole pronunciate dal Papa nell’Angelus di ieri, 13 settembre, “sul legame tra perdono e pace e sulle divisioni e i conflitti che nascono quando il primo viene a mancare”. Un insegnamento che, scrive ancora la presidenza della Cei, appare particolarmente attuale alla luce delle guerre che interessano diverse zone del mondo. “Le nostre Chiese”, si conclude il messaggio, “continueranno a essere vicine alle popolazioni colpite dalla sofferenza attraverso gesti concreti di solidarietà”.
La Diocesi di Roma: sostenere l’anelito di comunione
Al suo vescovo giunge anche il messaggio di auguri della Diocesi di Roma, che invoca su di lui “forza e saggezza” per affrontare le numerose sfide di questo tempo e sostenere “l’anelito di pace delle persone di buona volontà che, con la Sua guida, desiderano costruire la civiltà dell’amore”.
Mattarella: spregio delle regole causa di sofferenze
Interpretando gli “affettuosi sentimenti” di tutti gli italiani, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio che riconosce ugualmente il frangente storico “complesso e inquieto” odierno. “La minaccia, quando non l’uso, della forza torna a prevalere, mentre spregio delle regole, crescenti iniquità e molteplici conseguenze funeste del cambiamento climatico sono causa di sofferenze per tanti innocenti”, scrive Mattarella, ricordando anche come “le nuove tecnologie dischiudono possibilità inusitate, ma rischiano anche di mettere a repentaglio la centralità dell’essere umano, allargando disparità sociali ed economiche già in essere”. Dinanzi a tali “dilemmi e incertezze”, donne e uomini di tutto il mondo guardano con speranza al magistero di Leone XIV, che non si stanca di “sollecitare popoli e nazioni alla responsabilità, all’accettazione del limite e della fragilità umani”. Proprio nella “costruzione della coscienza morale e civica”, afferma il presidente della Repubblica, si riscontrano le “premesse necessarie perché sia rispettata la dignità di ogni persona e attribuito valore precipuo al dialogo e all’inclusione”. Essi sono “antidoti al rischio che l’umanità ricada in tragici e fatali errori del passato”, ma anche “gli elementi fondanti sui quali edificare il bene, tramutare l’autorità in servizio, avviare con giustizia percorsi di sincera riconciliazione e vera pace, favorire l’uso equo delle risorse e la cura del pianeta”. Mattarella ricorda e condivide infine l’auspicio posto dal Pontefice al Meeting di Rimini lo scorso 22 agosto affinche “possiamo immedesimarci l’uno nell’altro, ascoltarci e diventare amici, tra persone e quindi anche tra popoli”.
Meloni: non cedere a stanchezza e rassegnazione
Anche la presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha ripreso le parole del Papa ai giovani riuniti al Meeting: “Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni”. Affermazioni che Meloni definisce uno “sprono potente” davanti alla complessità delle sfide odierne che rischiano di alimentare “stanchezza e rassegnazione”. Al contrario, scrive la premier, ciascuno è chiamato a “diventare custode e interprete di una speranza operosa, capace di riaccendere i sogni e di tradurre le visioni in azioni concrete”.
fonte:vaticannews