Lectio divina sul Vangelo secondo Matteo 23,23-26

Mercoledì 26 agosto 2026

A cura di Fiamma dello Spirito

Fa’ risplendere nei nostri cuori, o Signore amante degli uomini, la pura luce della tua divina conoscenza, e apri gli occhi della nostra mente per comprendere l’insegnamento del tuo Vangelo.

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📖 Lectio

Scribi e farisei conoscono la Legge e la praticano con scrupolosità, la difendono, ma Gesù li chiama ipocriti e ciechi perché hanno perso di vista l’essenza. L’asprezza di questa accusa nasce da un’osservazione concreta. Sì, perché la loro fede si è ridotta a controllare le decime minuziosamente e ha abbandonato l’esercizio della giustizia, della misericordia e della fedeltà. Il Vangelo di oggi mostra questo autoinganno con le analogie del moscerino, del cammello, del bicchiere e del piatto.

Scribi e farisei richiedono la decima sulla menta, sull’aneto e sul cumino, piante aromatiche dell’orto che vengono usate quotidianamente. Invece Gesù considera valore le altre azioni che ci fanno simili a Dio. Mi fermo a osservare da vicino il  “considerare” di Gesù. Il greco riporta “krisis” , ossia il discernimento che assegna a ciascuno il dovuto. La parola “eleos” mi rivela il vero significato della “misericordia” divina che si traduce in compassione e cura.  La “pistis” mi rivela la fede mostrando il lato della costanza che non abbandona l’uomo in difficoltà. Queste sono le prescrizioni autentiche della Legge, quelle che conferiscono sostanza a ogni altra osservanza.

L’immagine del moscerino e del cammello è volutamente esagerata. Il verbo greco “diylizō” allude al filtrare il vino per setacciare l’insetto. I farisei filtrano il moscerino e ingoiano il cammello, l’animale impuro più grande conosciuto in Israele. La denuncia non dovrebbe far meraviglia, perché uno sguardo abituato a ogni minuscolo dettaglio non può non vedere la propria pochezza. S’insidia dunque la tentazione di ogni comunità, poiché lo zelo per le norme seppellisce la carità.

La Legge trova il suo compimento nella giustizia, nella misericordia e nella fedeltà. Le pratiche esteriori preparano il cammino, e la carità lo porta a maturazione. La santità è integrità, che si risolve nella piena corrispondenza tra ciò che appare e ciò che si è.

🏔️ Meditatio e scrutatio

La precisione nelle pratiche esteriori è necessaria e insieme può divenire sicurezza apparente. Il gesto della decima, la presenza ai riti, il rispetto delle regole esteriori rischiano di sostituire la giustizia e la misericordia. La coerenza richiesta da Gesù trova la sua consistenza nella scelta di vita.

Mi chiedo allora se la mia attenzione alle piccole pratiche si accompagna realmente alla cura della giustizia. La misericordia concreta verso i poveri è parte della mia fedeltà? Riconosco dunque l’avidità nascosta sotto le apparenze? La fedeltà che professo proviene da una relazione autentica con Dio o da un dovere imposto?

🙏 Oratio

Signore Gesù, Tu che hai smascherato l’ipocrisia dei farisei, guarda anche alla mia esistenza per fare verità. Insegnami a versare la decima dell’amore, la giustizia che non calpesta, la misericordia che non volta le spalle, la fedeltà che non abbandona. Rendimi vigilante sulle mie scelte, perché le mie pratiche di fede siano accompagnate da un’autentica carità.

🪔 Contemplatio

Osservo con attenzione e scopro la purezza del mio calice. Inizio dall’interno, dal fondo che forse nessuno può vedere, ma io lo vedo perché il Signore ha illuminato le tenebre che mi abitano. Il suo sguardo accoglie ogni mia piccolezza e la conduce al compimento. Il Regno che è dentro di me cresce nella coerenza, purificato da questa visione nitida del cammino ancora da compiere. Berrò un giorno, presto o tardi, il calice illuminato dalla Tua luce.

Di lectiodivina

Fiamma dello Spirito è custodire il monastero nel cuore, nel silenzio e nella vigilanza di sé. È una cella portatile dove pregare come moderni esicasti. Ogni gesto e parola rivelano la presenza di Dio che ci guida, converte e trasfigura.