Lunedì 24 agosto 2026, San Bartolomeo apostolo
A cura di Fiamma dello Spirito
Fa’ risplendere nei nostri cuori, o Signore amante degli uomini, la pura luce della tua divina conoscenza, e apri gli occhi della nostra mente per comprendere l’insegnamento del tuo Vangelo.
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Lectio
La liturgia della memoria di san Bartolomeo ci propone l’episodio di Natanaele, un uomo che verifica la propria fede con sincerità. Il Vangelo lo mostra nel passaggio dal dubbio alla confessione.
Natanaele ascolta Filippo, il quale annuncia Gesù come il Messia promesso da Mosè e dai Profeti. La risposta di Natanaele, legata alla provenienza da Nazaret, esprime la conoscenza dei testi sacri, perché il Cristo atteso doveva provenire da Betlemme. Gesù lo definisce un israelita nel quale non abita il “dolos”, il vocabolo greco indica l’inganno, la simulazione e la doppiezza. La trasparenza di quest’uomo colpisce il Signore, il quale gli ricorda di averlo visto sotto il fico. I Padri ricordano l’eco di quelle foglie di fico con cui Adamo coprì la nudità. Lo sguardo di Cristo penetra gli abissi della coscienza e conosce l’intera storia prima di proferir parola.
Da questa conoscenza nasce la confessione di Natanaele, “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, il re d’Israele”. La liturgia tramanda questa frase come professione di fede pasquale. Gesù promette una visione più ampia, ossia quella del cielo aperto, e gli angeli di Dio che scendono sopra il Figlio dell’uomo. È il sogno di Giacobbe a Betel, che diventa la scala di Cristo. La sua persona unisce la terra al cielo e rende presente la comunione.
Vi è trasparenza dell’anima in Natanaele quale condizione per la visione di Dio. La semplicità di Natanaele diventa lo spazio nel quale la luce penetra. La salita e la discesa degli angeli sono in realtà il passaggio della grazia che sostiene ogni autentica ricerca di Dio.
Meditatio e scrutatio
Mi soffermo sulla figura di Natanaele. La trasparenza di quest’uomo apre la strada anche alla mia confessione. Il cielo aperto è la presenza del Figlio dell’uomo, la scala che Dio stesso ha posto tra la terra e la sua gloria.
Mi chiedo se ogni mio dubbio cerca di comprenderee o serve solo a proteggermi? Accetto che Gesù veda i luoghi più reconditi di me stessa? So accompagnare qualcuno alla fede con la pazienza di Filippo? La confessione di Natanaele si è fatta anche mia o rimane una frase senza radicamento?
Oratio
Signore Gesù, Tu che mi vedi prima che io parli, che sei stato sotto il fico con me, nei pomeriggi in cui leggevo senza capire, nelle attese che ho vissuto come vuote. Conosci la mia storia senza che debba raccontartela. Ti chiedo la limpidezza e coerenza di Natanaele.
Contemplatio
La scala di Giacobbe è ora per me una persona: Gesù. Nel Figlio dell’uomo la terra e il cielo si toccano, e io mi trovo parte integrante di questo legame. Lo sguardo di Cristo riempie il mio. I passi, le letture, i dubbi, tutto è stato visto prima ancora che accadesse nella mia vita, perché Lui si è fermato in me.