III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Isaia 8
Matteo 4, 12-23:
“Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea…”
Gesù proviene da Nazareth, ed è chiamato il Galileo, essendo cresciuto in quel territorio che dallo stesso Isaia è detto “Galilea delle genti”: terra al confine con i popoli pagani, e divenuta estranea al regno di Giuda per aver aderito, nel passato, alla scissione operata dalle tribù di Zabulon e di Neftali.
Ora che è stato arrestato Giovanni, il profeta del Messia che egli aveva riconosciuto e annunciato in quel maestro galileo, da dove può iniziare l’annuncio del Regno, se non proprio da quei luoghi disprezzati?
“Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta…: (Isaia 8).
La luce sorge proprio dalla notte, dall’oscurità dell’abbandono, dove sembra che la speranza non abbia più respiro – ma Gesù sa che vi è, in ciò che appare oscuro, un’attesa inespressa, una ricerca che non si esaurisce, di cui egli solo percepisce la presenza.
“Convertitevi perché il regno dei cieli è vicino”.
A prima vista, potrebbe sembrare una parola di giudizio, un avvertimento per i peccatori – in realtà è un annuncio di salvezza che risponde al desiderio inespresso di tanti:
Orientatevi verso ciò che viene, anzi che è vicino perché è già in mezzo a voi, e imparate così a riconoscere la sua presenza…
Passando da Cafarnao, Gesù vede prima i fratelli Simone e Andrea, e poi Giacomo e Giovanni, sulla riva del mare di Galilea, perché sono pescatori – ma già conosce Andrea e Giovanni, avendoli incontrati presso il Giordano, dove erano andati ad ascoltare il Battista, mossi dal desiderio di dare un senso alla loro attesa…
E proprio alla loro domanda di allora,
“Dove dimori?”,
egli aveva loro risposto :
“Venite e vedrete”.
Ed ora è lui che è venuto a cercarli…
“Essi subito lasciarono la barca e il loro padre, e lo seguirono”.
Ecco che alla sua parola,
“Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”.
Essi lasciano tutto e lo seguono, per imparare da lui quello che egli stesso ha operato per loro: li ha tirati fuori dal loro senso di abbandono, riconoscendo in esso il loro desiderio di respiro e di vita nuova…
Inizia così il percorso di coloro che sono chiamati ad annunciare ai fratelli quella luce, che attraversando le oscurità in cui viviamo, apre una via di bellezza e di senso per ciò che appare vuoto e oscuro, e a volte anche minaccioso, nel mondo che ci circonda …
Eremo Unità di Gerace