La tubercolosi, nota anche con la sigla TBC, è una malattia infettiva provocata da un micobatterio, il Mycobacterium tuberculosis (o bacillo di Koch).

la TBC, nel 2016, è risultata la decima causa di morte nel mondo preceduta, però, al quarto ed al nono posto, dalle malattie infettive delle basse vie respiratorie e dalla diarrea: in questo caso, però, si tratta di patologie ad etiologia multipla, indefinita e, quindi, indichiamo nella TBC la singola malattia infettiva gravata da mortalità. Da questo punto di vista si attestava a circa 1,8 milioni di morti, raddoppiando quelli, ad esempio, dovuti alla malaria . Importante sotto l’aspetto epidemiologico è il ruolo dell’immigrazione.

Nella maggior parte dei casi, la tubercolosi attacca i polmoni, distruggendo progressivamente gli alveoli, cioè le piccole “sacche” situate al termine dei , nelle quali avvengono gli scambi tra ossigeno e anidride carbonica. Tuttavia, possono essere coinvolti altri parti organi del corpo, come bronchioli, laringe, intestino, apparato urinario, ghiandole e linfonodi.

La tubercolosi –  si trasmette attraverso goccioline (le  droplets o flügge) di saliva emesse dal portatore dell’infezione durante la fonazione, i colpi  di tosse, gli sputi e gli starnuti.

Fortunatamente, la maggior parte delle persone che entrano a contatto con i bacilli di Koch non sviluppa i sintomi della malattia, che viene efficacemente spenta sul nascere  dal sistema immunitario. . La tubercolosi può colpire persone di tutte le età.

La tubercolosi polmonare si manifesta con sintomi a carico dell’ apparato respiratorio. . Tra questi la tosse, solitamente secca, è uno dei disturbi più comuni associati alla malattia. Se la tubercolosi polmonare non viene trattata, nel tempo possono comparire anche: emottisi e altri deficit respiratori. Esiste anche un corteo di sintomi sistemici come febbre, dolore al torace, astenia, aumento della sudorazione, inappetenza.

Nella tubercolosi extra-polmonare, i bacilli tubercolari si diffondono attraverso il sangue e la linfa, con successiva localizzazione in vari organi e tessuti e differenti quadri sintomatologici.

Le sedi più frequentemente coinvolte sono:

  • Pleura;
  • Sistema linfatico;
  • Apparato genito-urinario;
  • Pelle;
  • Colonna vertebrale( Morbo di Pott)

Più grave e rara è la tubercolosi miliare, che costituisce il 10% dei casi a coinvolgimento extra-polmonare. Questa forma interessa contemporaneamente tutto l’organismo.

Come anticipato, si ritiene che circa il 90% delle persone contagiate dai micobatteri tubercolari non svilupperanno mai la tubercolosi, guariscono senza sequele e senza bisogno di ricorrere ad alcun tipo di terapia Nella restante percentuale dei casi, invece, subentra la malattia.

La TBC può essere anche classificata in una forma latente e in una forma attiva.

Nel primo caso, i batteri rimangono nell’organismo in uno stato latente ed il soggetto – oltre a non sviluppare alcun sintomo – non è contagioso; al contrario, la tubercolosi attiva si trasmette con facilità e determina sintomi spesso gravi.

Tra le possibili manifestazioni della tubercolosi rientra la rapida ed inspiegabile perdita di peso  accompagnata a:

  • febbre
  • sudorazioni notturne
  • brividi
  • astenia
  • perdita di appetito

Possono inoltre comparire tutta una serie di manifestazioni patologiche correlate alla regione corporea interessata, che solitamente è quella polmonare; in tal caso, la tubercolosi determina una tosse continua che dura per più settimane accompagnata da emottisi e dolori toracici all’atto di respirare o tossire. I principali farmaci usati nella terapia della TBC sono:

1) Rifampicina  si tratta di un antibiotico battericida che si somministra in mono somministrazione orale e deve essere associato ad altri nel trattamento della TBC

2) Isoniazide: fu sintetizzat per la prima volta, nel 1912 ma venne impiegata nella pratica clinica a partire dal 1953.Non è utilizzabile in mono terpia a causa della forte insorgenza di resistenze

3) Etambutolo: viene utilizzato il D isomero, perché più efficace, in quanto in grado di inibire alcuni meccanismi di costruzione della parete batterica. Dal momento che è in grado di determinare l’infiammazione del nervo ottico si rendono necessarie visite oftalmologiche a cadenza mensile

4) Pirazonamide: è un farmaco di prima scelta ad azione mista, batteriostatica e battericida, che determina, rapidamente, resistenze e quindi va usato in associazione.

Dott. Luigi Scalzo, specialista in fisiatria