L’Ossigeno-Ozonoterapia comprende un insieme di trattamenti medici che hanno in comune l’uso di un gas: l’Ozono.
L’Ozono è naturalmente presente in natura, sia negli strati alti dell’atmosfera, sia negli strati più bassi; l’esempio più familiare che ce ne rivela la presenza è il caratteristico odore pungente, agliaceo, dell’aria durante un temporale estivo. Si forma infatti dalla reazione di molecole di Ossigeno in prossimità di scariche elettriche come i fulmini.
L’Ossigeno-Ozonoterapia (O2-O3) rappresenta una pratica terapeutica oramai ampiamente utilizzata in Italia e nel mondo e rivolta in modo particolare (ma non esclusivo) al trattamento delle patologie muscoloscheletriche quali l’ernia discale, il mal di schiena e l’artrosi
Attualmente sono presenti in letteratura numerose pubblicazioni scientifiche che ne evidenziano il meccanismo di azione a livello biochimico e fisiopatologico.
Il meccanismo di funzionamento dell’Ossigeno-Ozonoterapia
Tutto parte dall’Ozono, gas inerte, molecola triatomica dell’Ossigeno, estremamente instabile e con grande attività ossidante come gas solubile.
A contatto con i fluidi biologici forma specie reattive dell’ossigeno e prodotti di ossidazione dei lipidi; entrambi questi prodotti reagiscono con i globuli bianchi, favorendo la formazione di proteine, citochine e globuli rossi che aumentano l’apporto di ossigeno ai tessuti; attraverso il processo della neoangiogenesi, ovvero lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni a partire da altri già esistenti, l’ozono attiva l’irrorazione sanguigna. Molti studi sostengono che l’ozono riduca il dolore locale favorendo il recupero della funzione articolare.
L’ozono possiede altre utili proprietà scientificamente dimostrate:
- PROPRIETA’ ANTIBATTERICHE E ANTIMICOTICHE: l’ozono distrugge la parete cellulare dei batteri, delle muffe, dei funghi e di tutti i microorganismi viventi attraverso un processo di ossidazione;
- PROPRIETA’ VIRUSTATICHE: attraverso il legame con alcuni recettori virali, impedisce ai virus di penetrare nelle cellule bersaglio con conseguente inattivazione e mancata replicazione;
- PROPRIETA’ ANTIINFIAMMATORIE: l’azione dell’ozono diminuisce la produzione di citochine pro-infiammatorie con riduzione della diffusione dell’infiammazione;
- PROPRIETA’ ANALGESICHE: grazie all’ozono, le sedi dell’infiammazione ricevono meno ossigeno e i mediatori chimici che generano il conseguente stimolo doloroso subiscono un’ossidazione;
delle difese immunitarie; - PROPRIETA’ CICATRIZZANTI: l’ozono velocizza il processo di cicatrizzazione favorendo la formazione di nuovo tessuto.
Meccanismi di azione dell’Ozonoterapia
I meccanismi di azione dell’Ozono (e perciò si utilizza l’ozonoterapia) si basano su diversi principi tra i quali i più importanti sono:
- OSSIGENAZIONE;
- ATTIVITA’ ANTIOSSIDANTE;
- IMMUNOMODULAZIONE;
- ATTIVITA’ ANTIINFIAMMATORIA.
L’ ossigeno-ozonoterapia può essere praticata attraverso diverse vie di somministrazione, per ciascuna delle quali è prevista una specifica concentrazione della miscela gassosa, secondo protocolli stilati dalla Società Scientifica Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia (SIOOT)”,
I principali metodi di somministrazione sono:
- intramuscolare;
- sottocutanea;
- rettale;
- intra-articolare;
- endovenosa.
Questa terapia ha un campo di applicazione davvero molto ampio. In particolare, buoni risultati si ottengono controdoloree infiammazione. Per questo motivo, la somministrazione di ozono e ossigeno viene spesso impiegata per il trattamento di:
- patologie dolorose del rachide, dovute a compressioni radicolari o protrusioni discali;
- patologie dolorose delle articolazioni su base atrosico-degenerativa;
- cicatrici;
- fenomeni aderenziali cutanei;
- lipodistrofia, ossia la perdita anomala di grasso corporeo.
Buoni risultati con questo trattamento si ottengono anche in medicina estetica, in particolare contro gli inestetismi della cellulite”
Sono considerate controindicazioni all’ossigeno-ozonoterapia soprattutto per via endovenosa:
- gravidanza;
- ipertiroidismo clinicamente manifesto;
- favismo;
- epilessia;
- gravi malattie cardiovascolari e/o ematologiche e/o respiratorie in fase clinica di scompenso;
- necessità di essere sottoposti ad intervento chirurgico non rimandabile”.
* Dott. Luigi Scalzo, Specialista in Fisiatria