La tendinopatia è una condizione clinica caratterizzata dalla presenza di dolore scatenato da una applicazione di un carico meccanico su un tendine . Chiamata erroneamente “tendinite”, essa rappresenta una delle cause di infortunio da overuse più frequenti nelle popolazioni sportive.
Le cause principali delle tendinopatie sono i traumi ( siano essi diretti che indiretti), l’infiammazione, alcune patologie di tipo sistemico come l’artrite reumatoide, il sovrappeso , l’età.
I pazienti avvertiranno frequentemente dolore, gonfiore, rigidità, riduzione della forza muscolare.
La diagnosi di tendinopatia si basa su una valutazione complessiva del paziente:
- anamnesi : , per identificare possibili cause e fattori di rischio;
- esame obiettivo
- Esami di imaging in primis esame ecografico
Per quanto riguarda il trattamento riabilitativo delle tendinopatie sicuramente è da ricordare
- Terapia manuale, necessaria per facilitare il movimento articolare e muscolare;
- Rinforzo muscolare grazie a resistenze sia manuali esercitate dal fisioterapista, sia elastiche di intensità crescente, fino ad arrivare all’utilizzo di pesi;
- Esercizi propriocettivi per rendere cosciente la percezione ed il controllo della posizione dell’arto nello spazio, in relazione anche al resto del corpo.
La possibilità di intervenire sulla rigenerazione delle cellule costitutive dei tendini, i tenociti, e quindi di curarle, di modulare l’infiammazione e di ridurre il dolore è garantita da terapie fisiche strumentali di avanguardia, come la laser terapia ad alta potenza e la tecar terapia, scelte e dosate in base alla fase clinica in cui si presenta il paziente.
In particolare gli effetti della laserterapia :
- Antalgico (riduzione del dolore);
- Antiinfiammatorio (contenimento del processo infiammatorio);
- Antiedemigeno (riduzione dell’edema).
LA TECAR consente:
- in caso di tendinosi, di stimolare il ciclo vitale cellulare del tendine, in quanto il esso non ha capacità autonoma di rigenerazione a causa della sua scarsa vascolarizzazione, con lo scopo di evitare che una tendinosi evolva, nel tempo, in lesione o rottura completa del tendine;
- In caso di lesione tendinea, di favorire il drenaggio dello stravaso ematico o ematoma, di ripristinare il corretto apporto di ossigeno tissutale, di accelerare i processi riparativi/rigenerativi grazie all’azione dei fibroblasti, cellule che si sostituiscono agli spazi della matrice lasciati vuoti dalle fibre collagene degenerate, riducendo il rischio di esiti fibrosi durante la cicatrizzazione della lesione.
E’interessante osservare come l’estate è un periodo a rischio per le tendinopatie. Questo perché :
1) Sforzi intensi e improvvisi:
In estate, si tende a fare più attività fisica, magari con salti, scatti e cambi di direzione, senza adeguata preparazione.
2) Sport in spiaggia:
Attività come il beach volley, il tennis o il calcetto possono sovraccaricare i tendini.
3) Corsa:
La corsa, spesso praticata in condizioni non ideali, può essere causa di tendinite.
Quali tendinopatie sono più frequenti in estate?
- Tendinite del tendine di Achille: Spesso causata da salti, scatti e attività intense.
- Tendinopatie del ginocchio: Particolarmente comuni in sport come pallavolo e pallacanestro.
- Tendinopatie della spalla: Possono insorgere in attività come nuoto, tennis e pallavolo.
- Tendinopatie del gomito (epicondilite): Frequenti nei tennisti.
Come prevenire le tendinopatie in estate?
- Riscaldamento e stretching: Prima di ogni attività fisica, è fondamentale riscaldare i muscoli e fare stretching per preparare i tendini.
- Allenamento graduale: Evitare di aumentare improvvisamente l’intensità e la durata dell’attività fisica.
- Scelta delle attrezzature: Utilizzare scarpe e attrezzature adatte per lo sport praticato.
- Riposo: Non trascurare il riposo
- Ascoltare il corpo: Al primo segno di dolore, fermarsi e consultare un medico.
* Dott. Luigi Scalzo, Specialista in Fisiatria