DOMENICA DELLE PALME (Lc 19, 28-40)
“Gesù camminava davanti a tutti, salendo verso Gerusalemme “.
Il suo modo di avanzare esprime una volontà che coinvolge i suoi discepoli, e seguendolo sanno che sta per accadere qualcosa di decisivo: la loro attesa della manifestazione di Gesù come Messia sta finalmente per compiersi. Ma essi non possono immaginare come…
Intanto, dopo essere salito su quel puledro che sembrava anche lui in attesa, i discepoli non possono non ricordare la profezia di Zaccaria:
” Esulta grandemente, figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino…” (Zc 9,9).
E la loro gioia diventa un canto di lode:
” Benedetto Colui che viene, il re! Pace in terra e gloria nel più alto dei cieli!”.
Vi sono anche, fra la folla, alcuni farisei che, urtati dall’entusiasmo dei suoi discepoli, dicono a Gesù di rimproverarli. E la sua risposta dovrebbe interrogarci:
” Vi dico che se essi taceranno, grideranno le pietre!”.
Come può accadere che la testimonianza dei discepoli venga assunta dalle pietre? Il loro canto di gioia esprime la convinzione che sta per compiersi la grande attesa del regno in cui ogni vita sarà riscattata e salvata . E anche se essi saranno poi scandalizzati da ciò che accadrà, quando il maestro sarà condannato e messo a morte, dobbiamo riconoscere che la loro gioia è fondata sulla verità.
Per questo mi chiedo: dov’è, oggi, fra noi discepoli di Gesù, questa gioia? La nostra testimonianza di vita vissuta in questa fede nella salvezza, siamo forse davvero incapaci di esprimerla? Il Salvatore è entrato per sempre nella nostra storia – ma forse ci aspettiamo segni spettacolari di vittoria che non vediamo: perché non vediamo l’umiltà del suo ingresso.
Forse è vero allora che le pietre grideranno, quelle della storia incisa nei luoghi del suo passaggio – ed esse ci insegnano che la memoria non appartiene al passato, ma è il respiro di ciò che accade nel presente…
Eremo dell’Unità – Gerace