Alla ricerca dell’uomo dal cuore buono – VIII Domenica T.O. (Luca 6,39-45)

Le parabole di Gesù non sono sentenze astratte, ma esempi concreti che ci aprono gli occhi sulla nostra realtà. 

Il cieco che non può vedere dove mette i piedi non può guidare un altro cieco – ma chi accoglie la possibilità che gli è data di guarire dalla peggiore cecità, quella dell’ignoranza di sé, ricevendo l’insegnamento di un maestro saggio, allora potrà insegnare ad altri la strada della saggezza.

Così anche chi accusa il fratello di avere lo sguardo impedito, deve prima liberarsi lui dai propri impedimenti, e poi potrà vedere il bene negli occhi del fratello.

I frutti buoni non possono nascere da un albero inaridito, e così accade all’uomo dal cuore malato da cui nascono parole che esprimono la sua chiusura su sé stesso.

Ma l’uomo dal cuore buono esprime ciò di cui il suo cuore è pieno, essendo aperto come un calice  ricolmo di vino pregiato di cui rende partecipi gli altri.

Quello che ogni uomo è nel suo cuore non può restare chiuso, proprio perché “la bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda” (Lc 6,45).

Vigiliamo dunque su quello che vive e cresce dentro di noi, sapendo che siamo responsabili  dei frutti che ne scaturiscono.

Eremo dell’Unità – GERACE