PREPARIAMOCI AL NATALE
Abbiamo da poco iniziato il cammino di avvento e le parole del vangelo odierno ci indicano lo sguardo giusto per disporci al Natale: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai PICCOLI”. Si è piccoli per età o per scelta. Chi è piccolo vive la sua vita affidandosi completamente al Signore, non antepone i propri ragionamenti all’ascolto di Dio che gli parla. Ma a chi è superbo il Signore nasconde la sua voce, perché il cuore dei superbi è pieno del loro io e non c’è spazio per altro.
Il tempo di Avvento diventa così il tempo in cui bisogna imparare L’UMILTÀ. Come Gesù è venuto nella condizione umana abbassandosi, facendosi umile fino ad essere un povero bambino, così ognuno di noi deve abbassarsi dal proprio orgoglio e dalla superbia e lasciarsi afferrare dalla grazia. La fede è un dono non una conquista o una pretesa, e si può ricevere questo dono solo se si spalancano mani e cuore.
Quanti uomini cercano Dio senza incontrarlo! Dio, per essere accolto, ci chiede un cuore umile, che si fa piccolo, che si mette in ascolto, che non pretende di sapere o di conoscere.
Stiamo attenti, in questo tempo di Avvento, a non crederci sapienti e intelligenti, come se il Natale che ci prepariamo a celebrare fosse solo un’inutile ripetizione. Il Signore ci chiede continuamente di essere accolto e di incarnarsi nella nostra vita.
Per prepararci al Natale, per ravvivare la presenza di Dio in noi, siamo chiamati a entrare nella logica del Padre. Per conoscere Dio occorre un CUORE UMILE che sappia porsi con stupore dinanzi al mistero della vita e non si chiude nella propria autosufficienza confidando in se stessi e nella propria ragione (“intelligo ut credam” diceva s. Agostino).
Pensiamo al ministero apostolico di san Francesco Saverio, gesuita, che nel 1542 fu mandato nelle Indie all’estremità del mondo, dove si arrivava con viaggi lunghissimi e pieni di pericoli. Subito si diede all’evangelizzazione. E non si accontentò delle Indie, che pure erano un campo immenso di apostolato. Egli era spinto dall’ urgenza di estendere il Regno di Dio, di preparare dovunque la venuta del Signore. Perciò si spinse ancora più lontano, in Giappone, tra viaggi estenuanti e fatiche estreme; infine verso la Cina ma, mentre tenta di penetrare in questo immenso Impero, muore nel 1552.
Anche Gesù, per venire in mezzo a noi, ha superato una distanza infinita: ha lasciato il Padre per venire nel mondo. E nel suo breve ministero di tre anni ha continuato questo viaggio: si spostava continuamente, non aspettava che la gente andasse da Lui, ma percorreva città e villaggi per annunciare la buona notizia del Regno.
Ora, se vogliamo che Gesù venga, dobbiamo agire allo stesso modo: non aspettare che gli altri vengano da noi, ma andare noi da loro.
Andare agli altri senza aspettare che siano essi a venire. Questa è la missione di ogni cristiano. Se vogliamo che il Signore venga a noi dobbiamo preparare la sua venuta negli altri, dobbiamo essere pronti a portarlo agli altri, seguendo questo movimento che ci porta sempre fuori di noi stessi.
È questo l’insegnamento che viene dalla vita di san Francesco Saverio: per ricevere l’amore di Dio bisogna trasmetterlo, bisogna averlo donato agli altri.
E vorrei concludere con una frase di un grande Santo moderno, morto nel 1916. Un animo inquieto, ma un grande cercatore di Dio:
“Io pensavo che per arrivare a Dio fosse necessario salire, salire, salire. E invece leggendo il vangelo, ho capito che per arrivare a Dio bisogna scendere, scendere, scendere. Perché tutto il mistero di Gesù Cristo non è altro che una discesa:
è disceso per farsi uomo,
è disceso nascendo a Betlemme nella povertà,
è disceso vivendo a Nazareth nell’umiltà,
è disceso soprattutto nel mistero della croce”. (Charles de Foucauld)
Prepariamoci con questi pochi pensieri ad accogliere il Signore che vuole entrare nella nostra vita


d. Vincenzo Ruggiero
(Omelia per la celebrazione interforze in preparazione al S.Natale – Lamezia Terme, Chiesa di san Domenico, 3 dicembre 2024)