C’è una scuola poco conosciuta, quella per l’istruzione degli adulti, che sa regalare emozioni e scrivere pagine stupende. Come quella vergata dalla signor Concetta, una donna di Locri, originaria di Reggio Calabria, che alla veneranda età di 95 anni è tornata sui banchi di scuola per conseguire la licenza media. Lo ha fatto per un atto d’amore verso la signora che si occupa di lei, la sua damigella Fatima, una donna straniera che avrebbe avuto difficoltà a conciliare la frequenza a scuola con il lavoro di badante. Così, entrambe hanno deciso di frequentare la scuola per adulti nella sede di Locri del Cpia, Centro Provinciale “Stretto-Tirreno-Ionio di Reggio Calabria, guidato dal Dirigente scolastico Gaetano Marciano. 

L’ufficialità della promozione è arrivata con l’affissione degli esiti finali, ma non ce n’era bisogno, lo si era capito dal giorno della prova orale, quando un applauso corale e le congratulazioni dei presenti e della commissione hanno salutato la fine del colloquio della signora Concetta. 

Emozione e gioia da parte di tutti a partire dai familiari che la coccolano e le stanno sempre vicini. I docenti hanno detto che, alla fine è stata la signora ad aver insegnato loro qualcosa d’importante, principalmente che: “La vita va vissuta” e va vissuta sempre, fino in fondo. 

Anche il Dirigente scolastico, prof. Marciano, ha voluto complimentarsi con questa studentessa speciale e ha voluto conferirle, pure a nome dei docenti, un Attestato di merito: “Per lo straordinario impegno profuso negli ultimi due anni scolastici”. 

Di questa scuola destinata a chi ha compiuto i 16 anni d’età, spesso sottovalutata e poco conosciuta, ma che ha una funzione sociale davvero importante andrebbero dette tante cose. Negli ultimi anni sono sempre di meno i cittadini italiani che la frequentano, è però in costante aumento il numero dei cittadini stranieri che hanno così la possibilità di usufruire gratuitamente dell’istruzione che lo Stato italiano mette a disposizione con corsi di alfabetizzazione primaria e corsi di primo e secondo periodo. Sono tante le storie che, dalla fascia ionica, alla tirrenica, alla città di Reggio Calabria, gli insegnanti raccolgono quotidianamente dalle esperienze degli alunni, ognuno dei quali presenta problemi particolari: la mancanza di lavoro o di un lavoro stabile, la lontananza dai propri affetti, l’emarginazione e la precarietà in cui si sentono di vivere. 

E’ compito della scuola, dei docenti, come sollecita sempre il Dirigente Marciano, raccogliere le loro esigenze anche quando non vengono espresse in modo esplicito. Va aggiunto che al Cpia di Reggio Calabria sono affidate anche le scuole dentro gli istituti penitenziari ricadenti nell’area della Città Metropolitana ed anche ciò può fare intuire quanto sia preziosa l’opera di tutto il personale scolastico impegnato: dal dirigente Marciano, ai docenti, ai collaboratori, agli assistenti amministrativi alla Dsga, Caterina Pansera. E poi c’è la grande collaborazione con numerose associazioni che si occupano di migranti e con i comuni specialmente per casi di disagio con ragazzi che hanno superato i 16 anni d’età e non hanno concluso il ciclo delle scuole dell’obbligo. “Si tratta di un lavoro a tutto campo, impegnativo ma ricco di soddisfazioni” come dicono dallo staff del dirigente. Quest’anno si è prestata molta attenzione alla conoscenza del territorio e delle sue bellezze storico-artistiche, tante sono state le uscite didattiche, come quella, per quanto riguarda Locri, compiuta presso l’area archeologica della Villa Romana di Palazzi di Casignana.

Giovanni Lucà