“Le ragioni dell’inconciliabilità tra Chiesa cattolica e massoneria”. Questo il tema che in più di 46 minuti ha affrontato il Vescovo Mons. Antonio Staglianò, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia, intervenendo il 16 febbraio scorso al seminario promosso dal GRIS su “Chiesa cattolica e massoneria”, tenutosi nella Fondazione culturale “Ambrosianeum” di Milano.
Presenti S. Em. il Cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente emerito del Dicastero per i testi legislativi, l’Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini, e grandi maestri delle tre logge massoniche italiane.
Nel Magistero ecclesiastico il giudizio negativo nei riguardi della massoneria è stato sempre fermo e inequivocabile.
Il 28 aprile del 1738, con la bolla “In Eminenti Apostolatus Specula”, Papa Clemente XII proibiva ai cattolici di unirsi alla massoneria, perché ritenuta responsabile di attività sovversiva nei confronti della Chiesa e sostenitrice di idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina cattolica.
Sotto il Pontificato di Giovanni Paolo II, nel 1983, la Congregazione della Dottrina della Fede, con il documento «Dichiarazione sulla massoneria» firmato dal Cardinale Joseph Ratzinger, affermava espressamente che l’iscrizione alle associazioni massoniche «rimane proibita dalla Chiesa» e i fedeli che vi si iscrivono «sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione».
Non per ultimo il responso del Dicastero per la Dottrina della Fede del 13 novembre 2023, firmato da Papa Francesco e dal Cardinale Victor Fernández, in cui si confermava a un vescovo delle Filippine che «sul piano dottrinale, (…) l’iscrizione attiva alla massoneria da parte di un fedele è proibita, a causa dell’inconciliabilità tra dottrina cattolica e massoneria». Lo stesso Dicastero suggeriva ai Vescovi filippini di «di svolgere una catechesi popolare in tutte le parrocchie, riguardo alle ragioni dell’inconciliabilità tra fede cattolica e massoneria»
Quello di Milano è da considerarsi un incontro “storico”. Mons. Staglianò, con un’attenta analisi teologico-sapienziale, ha ribadito i motivi dell’incompatibilità tra fede cattolica e pensiero massonico.
L’idea di “Architetto dell’Universo” o di grande “Orologiaio” sostenuta dalla massoneria è incompatibile con l’idea cattolica di Dio. Per il teologo Mons. Staglianò “quella massonica è un’eresia che si allinea fondamentalmente all’eresia ariana”, perché “fu proprio Ario ad immaginare che Gesù fosse un Grande Architetto dell’Universo negando la divinità di Cristo. Ecco perché il Concilio di Nicea, del quale tra poco festeggeremo i 1700 anni, afferma con forza la verità su Gesù che è generato e non creato, Dio da Dio, Luce da Luce, Dio Vero da Dio Vero”.
Anche sul concetto di fratellanza che caratterizza la massoneria, nell’ambito della fede cattolica “la nostra fraternità – evidenzia Mons. Staglianò – si istituisce sul sacramento dell’amore di Dio in Gesù, si istituisce sull’Eucaristia, non soltanto sull’idea generica dell’essere fratelli”.
Come anche per il concetto di “carità”, quella cristiana “corrisponde all’evento storico di un Dio che è morto e risorto per noi e chiede ai suoi figli di non essere solamente filantropici ma di essere, eventualmente, crocifissi per amore”.

Riguardo all’esoterismo presente nell’ambiente massonico, per Mons. Staglianò “anche nel cattolicesimo si parla di Mistero. Ma i Vangeli ci dicono che il Mistero nascosto nei secoli non smette di essere Mistero ma smette di essere nascosto. Perché il Mistero nascosto nei secoli è stato rivelato”.

Tanti i concetti e gli approfondimenti che proponiamo nel video integrale curato dalla Pontificia Accademia di Teologia. VIDEO